Confessioni ultime

CONFESSIONI ULTIME

Pensieri e racconti di vita. Le Confessioni ultime di Mauro Corona sono il diario intimo di “un sognatore”. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l’indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jocho Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull’attualità e la politica.

Libertà, silenzio, memoria, corpo, fatica, invidia, orgoglio, competizione, amore, amicizia, dolore, morte, Dio e la fede.

Una rappresentazione laica profonda e illuminante. «Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov’è finito». Diceva Zvi Kolitz, autore amato da Mauro Corona: «caro Dio, io credo in te nonostante te».

Ecco il journal intime di un “sognatore”, alpinista, scultore e scrittore indomito. Mauro Corona racconta degli errori che ha compiuto e dell’insegnamento che da essi è riuscito a trarre.

Confessioni ultime Mauro Corona riflette su temi quotidiani e altissimi al tempo stesso; è un vero e proprio dialogo con se stesso che, come un fiume sotterraneo, s’interrompe e riaffiora negli anni, arricchito dalle esperienze che nel frattempo ha vissuto.

Lo scrittore, nel corso degli anni, ha coltivato un rapporto di amicizia con Giorgio Fornoni, l’inviato di Report che ha realizzato coraggiosi reportage dai luoghi di tutto il mondo in cui le guerre infuriano, e la dignità umana viene calpestata.

Assieme al libro, che raccoglie la testimonianza di Corona, troviamo un film-documentario su di lui, realizzato dallo stesso Fornoni, con una colonna sonora d’eccezione. Il film-documentario mostra, in 44 minuti, lo sguardo di Mauro Corona sui luoghi della sua vita, dalla tana rifugio in cui vive e lavora ai luoghi della sua quotidianità. Quello sciorinato da Corona, in parole e immagini, è un alfabeto esistenziale di cui vuole i lettori si possano ritrovare, nelle parole di un uomo di formidabile asciuttezza, capace di dire l’essenziale al momento giusto.

TRADUZIONE: sloveno.

Dal libro:

“Non mi piace il silenzio degli uomini, di quelli che non raccontano le loro vicissitudini, che non confessano il loro bisogno di aiuto”.

“L’uomo è un essere incompleto, ma il fatto di essere fragili non dobbiamo rifuggirlo come un difetto. La fragilità è tenerezza, sensibilità”.

“Questo è il Vajont: l’abbandono, distruzione di una civiltà. Ci sono stati due Vajont, quello dei morti e quello che ha fatto i morti morali, la disgregazione di usi, costumi, tradizioni, cultura. Una civiltà di artigiani spariti nel nulla. Questo è il secondo Vajont”.

“Credo che ogni cosa umile abbia un valore, basta saperlo vedere anche là dove sembra che non ci sia nulla”.

“I miei amici sono nati dove sono nato io, dalla terra della fatica, dove non nevica firmato. I miei amici erano gente comune, manovali, carpentieri, boscaioli, uomini sfortunati a volte dediti al vino, di ognuno di loro sentivo che mi voleva bene e io volevo bene a loro”.

“Il meccanismo, il segreto semplicissimo dell’esistenza è togliere per vedere, per avere una visione, per cui l’essenziale è produrre la vita e campare con le cose necessarie a quella funzione”.

Pubblicazione

2013

Casa Editrice

Ed. Chiarelettere

Pagine

128

Note

Con documentario di Giorgio Fornoni che racconta Corona.
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